VOGLIONO CHIUDERE GLI AMBULATORI PER IMMIGRATI IRREGOLARI CIOE’ VOGLIONO NEGARE LE CURE E LA POSSIBILITA’ DI AVERE SALVA LA VITA A PERSONE CHE NON HANNO UN PERMESSO DI SOGGIORNO OPPURE PERCHE‘ GIA’ SCADUTO. QUESTA ABERRAZIONE, FRUTTO DI UN DISEGNO POLITICO GENERALE A SFONDO RAZZIALE STA INDUCENDO MOLTE DONNE, UOMINI E ADDIRITTURA FAMIGLIE INTERE A NON CURARSI PER NON RISCHIARE DI ESSERE ESPULSI O RINCHIUSI NEI C.I.E (LAGER PER IMMIGRATI) STA ACCADENDO ANCHE A PORDENONE ! POCHI GIORNI FA UNA RAGAZZA DI 22 ANNI HA RISCHIATO DI MORIRE IN MODO ATROCE PER LA PAURA DI ESSERE DENUNCIATA IN QUANTO IRREGOLARE.
SOLO PERSONE ORRENDE POSSONO RESTARE INDIFFIRENTI ED ESSERE COMPLICI DI TALI LEGGI.
INDIGNATI, PARTECIPA, ATTIVATI: FERMIAMO LA LEGA FERMIAMO IL FASCISMO! Aperto a tutti, microfono libero
Inziativa Libertaria
Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Marzo 2010 10:28
Esattamente 25 anni fa Pietro Greco detto "Pedro" militante dell'autonomia padovana, latitante a causa di una delle tante inchieste repressive contro i movimenti di quegli anni, veniva ucciso a sangue freddo da una squadra mista di agenti dei servizi segreti e della Digos mentre usciva di casa, al portone al numero 39 di via Giulia a Trieste.
Pedro era disarmato ed è stato vigliaccamente ucciso in strada.
Per ricordarlo quest'oggi alcuni compagni/e hanno affisso una targa e messo dei fiori sul portone di via Giulia luogo dell'omicidio. Targa che non ricorda solo Pedro ma tutti/e le vittime della violenza dello stato.
Nonostante la targa sia stata staccata dopo poco tempo i fiori sono rimasti e altri ne sono arrivati nel corso della giornata. Nel tardo pomeriggio una nuova targa con lo stesso testo è stata riaffissa sul portone.
Nella zona anonimi hanno anche affisso dei volantini per ricordarlo.
I compagni e le compagne
Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Marzo 2010 10:21
Quelle dei terremoti, quelle di questo paese tritacarne senza vergogna che calpesta, sporca, sbriciola e fagocita l’acqua come l’aria, le menti come la terra e infine i corpi. E infine le donne. Eccoci qua in prossimità di questo otto marzo a fare il punto della situazione; e, come sempre; non abbiamo che l’imbarazzo della scelta.
Si potrebbe vivere senza prigioni, ne siamo convinti. Sono esistite società, e ne esistono ancora (magari all'uomo tecnologico del nuovo millennio parrebbero incivili, barbare e arretrate) che fanno a meno delle galere. Ovviamente (e, con presunzione, aggiungiamo menomale), non esistono risposte certe sullo sviluppo di una società senza galere. La risposta ce la può dare solo il tempo, con la sperimentazione di gestioni sociali alternative a quella esistente, che non è né la migliore (e ci mancherebbe!), né l'unica.
Contro ogni carcere
giorno dopo giorno
perché di carcere non si muoia più, ma neanche di carcere si viva
L'iniziativa più grande e significativa si è svolta a Trieste, dove il comitato locale, composto da diverse realtà, ha svolto un intenso lavoro di preparazione, con migliaia di manifesti, adesivi, volantinaggi nei bar e nelle fabbriche. Unica provincia regionale (e una delle poche in Italia) dove è stato proclamato sciopero generale da parte di USI-AIT e COBAS, nonostante i vari tentativi di boicottaggio degli ambienti della triplice.
La giornata è iniziata sotto i migliori auspici grazie...
Nonostante il boicottaggio dello sciopero dei sindacati confederali (anche se la CGIL aderiva all'iniziativa mentre CISL/UIL no) per motivi strumentali, a Pordenone s'è svolta con soddisfazione, almeno numericamente, la giornata "senza i migranti" dove mettere in evidenza gli "orrori" legislativi sia nazionali che regionali rispetto alle libertà e i diritti dei migranti. Almeno 500 le persone intervenute, donne, uomini e bambini dove oltre 400 erano immigrati (numerose le famiglie) con al fianco autoctoni solidali fra cui anche associazioni, militanti ed esponenti del PD e di Rifondazone e gli anarchici di Iniziativa LIbertaria, quest’ultimi attivi da anni sul fronte antirazzista con diverse critical mass, presidi ed azioni a sostegno dei migranti contro le politiche apertamente razziste della Lega Nord e della destra pordenonese.
Si veda, oltre il NO BORDER DAY, la recente contestazione alla fiaccolata nazileghista di 200 intruppati svoltasi in P.zza Risorgimento (proprio nella Giornata della Memoria) che strumentalizzando un episodio di rissa per questioni economiche di un kebab curdo, sfilavano "contro la violenza" formalmente ma in realtà con l’ennesimo scopo antimmigrato e questo da parte di un partito che in provincia, dove comanda, e in regione detta l'agenda delle peggiori leggi xenofobe degli ultimi anni e che continua a sostenere la chiusura degli ambulatori per irregolari (tutti gestiti da volontari).